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Genere in Comune: #Modenapertutte!

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La settimana scorsa, invitate a dire la nostra sul futuro digitale di Modena, abbiamo scritto una lista di idee che, come naturale e prevedibile, ha avuto un evidente connotazione di genere: impossibile, infatti, ignorare l’attuale divario digitale tra maschi e femmine che, soprattutto in questo ambito, risulta ancora più accentuato rispetto ad altri settori professionali o sociali delle nostre vite.

Le proposte raccolte intorno al tag #digitalepertutte, sono in questo post.

Il passaggio dalla promozione della cultura digitale presso il genere femminile, alla riflessione di genere che investe l’intera nostra esistenza sociale, diventa a questo punto, breve e coerente: ecco come immaginiamo la futura città di Modena per tutte e per tutti.

Passo uno. Casa dolce casa!
Le donne sono poche ovunque e ovunque contano poco: come uscire di casa, lavorare attivamente, produrre, impegnarci per il migliormento della nostra città? Come partecipare nelle associazioni, nei partiti, negli enti o nei gruppi di volontariato?

Sembra banale, ma dobbiamo partire dalla tavola e da chi la sparecchia. Patrick Jake O’Rourke, noto giornalista americano, ha scritto la frase più tristemente vera della nostra condizione: “Tutti vorrebbero salvare il pianeta. Nessuno vorrebbe aiutare la mamma a lavare i piatti”. Paradossalmente, uno dei problemi che dovrà affrontare il prossimo Comune non sarà quello relativo al numero degli asili nido, ma quello di come usare i mezzi più adeguati per un cambio profondo e radicale di cultura e mentalità che potrebbe passare, per esempio, attraverso l’incentivo del part time per nostri papà.

Passo due. Donne di tutto il mondo, uniamoci!
Per parlare della comunità della donne, citiamo Laura Wronowski, splendida 91 enne partigiana, che ha combattuto la guerra di Liberazione. In una recente intervista, rilasciata in occasione dell’uscita del documentario “Memoria degli ultimi” in cui racconta la sua esemplare storia, ha sostenuto con rammarico la tesi secondo cui la Resistenza non sia mai entrata nel DNA degli italiani. Riteniamo che questa sua riflessione, possa essere trasferita alla stessa Questione femminile, se così la vogliamo chiamare: sembra mai entrata veramente nel nostro intimo. Quindi dobbiamo unirci, unirci e unirci ancora di più, perchè una nuova attenzione agli aspetti di genere non venga mai meno e porti cambiamenti nella nostra società.

Passo tre. Le politiche di Genere
Cosa potrebbe fare il Comune di una città in concreto per rappresentare tutte le cittadine e tutti i cittadini?

Mappa dei servizi e associazioni femminili. Il Governo locale, con l’aiuto di chi intende partecipare, potrebbe realizzare una mappa di tutti i servizi rivolti alle donne e potrebbe incentivare il loro rapporto: farli cooperare insieme, dar loro voce e azione, approfondendo il tema delle informazioni sulle opportunità più utili in rete e fuori di essa su formazione, orientamento al lavoro e imprenditoria.  Sarebbe utile poter affiancare e accompagnare le donne, non con la sola informazione, ma con un servizio personalizzato e “customizzato” sui propri bisogni ed esigenze.

Imprenditoria femminile. Promuoverla con ogni mezzo a diposizione, fornendo sia sostegno finanziario che servizi infrastrutturali e di tutoraggio.

Coworking e/o hub per donne. Si facilita e si realizza la community delle donne in uno spazio di scambio e crescita professionale in cui si valorizza la trasmissione dei saperi tra donne: dal tessile al cibo, dalla tecnologia alla produzione artistica, si crea una rete di formazione informale che permette lo sviluppo di nuove competenze e perchè no, la nascita di nuove opportunità professionali. L’esempio di Spazio C di Milano è formidabile e, tra le belle iniziative in esso presente, il progetto Maternity as a Master, riteniamo che sia da seguire, subito! Per chi non lo conoscesse, tutte le informazioni sono qui.

Quote rosa. Niente in contrario! Occorre incrementare il numero delle donne nei ruoli decisionali sia nelle istituzioni pubbliche che private, punto e stop!

Part time per padri e/o maschi. Pensate che bello, i ruoli di genere, finalemte più dinamici e articolati, liquidi! Senza dubbio, sì!

Bilancio di genere. Potrebbe offrire agli amministratori spunti utili per migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche, con una maggiore equità nei confronti di tutti i cittadini e di tutte le cittadine.

 

Altro? Come sempre, ascolatiamo la vostra voce: ci aiutate ancora? Scriveteci la vostra idea: come Modena potrebbe diventare una vera città per tutte e per tutti? Con quale azione, servizio o altro?  Ci potete scrivere nel blog, ma anche su Facebook e Twitter. Per non perderci nulla, proponiamo pure un altro hashtag: #modenapertutte!

 

modenapertutte

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